acquisto pre-asta

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  • Ultimo messaggio 27 aprile 2017
marzo17 pubblicato 17 marzo 2017

Buongiorno vi espongo il mio quesito. Da inizio anno siamo in trattativa per un acquisto di un immobile pignorato successivamente andato all'asta. In prima battuta una delle 2 creditrici ( una banca) non aveva accettato la nostra proposta. Dopo poco è uscito il bando d'asta e pertanto stavamo aspettando l'asta. Ci contatta il debitore il quale ci dice che la banca ora a ridosso dell'asta accetterebbe cifre inferiori. La mia domanda è questa: mancando meno di un mese all'asta è possibile mettere in piedi di nuovo una trattativa? e i tempi per concluderà saranno prima dell'asta?

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astalegale pubblicato 17 marzo 2017

Il problema posto nella domanda formulata risiede, a nostro avviso, nella previsione di cui all’art. 161 bis disp att c.p.c., ai sensi del quale il rinvio della vendita può essere disposto solo con il consenso degli offerenti che abbiano prestato cauzione.

In concreto, poiché gli adempimenti pubblicitari sono stati compiuti è possibile che vengano presentate offerte di acquisto, e dunque i creditori non possono più chiedere ed ottenere dal Giudice un rinvio della vendita, poiché a questo fine è necessario il consenso di eventuali offerenti che potrebbero presentarsi.

 

L’unica strada percorribile è quella della rinuncia alla procedura ai sensi dell’art. 629 c.p.c., il quale dispone che “Il processo si estingue se, prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti”.

marzo17 pubblicato 17 marzo 2017

Grazie per la risposta. Quindi se qualcuno ha presentato l'offerta non è fattibile perché dovrebbe rinunciare alla partecipazione. Ma se nessuno ha fatto ancora offerte si fa in tempo a chiudere lo stralcio prima dell'asta? Inoltre è conveniente o a questo punto è meglio aspettare l'asta?

astalegale pubblicato 17 marzo 2017

Se tutti i creditori rinunciano non è necessario il consenso di chi ha presentato offerta, consenso che invece deve essere prestato per il rinvio.

I tempi ci sono ma ovviamente il provvedimento di estinzione della procedura deve intervenire prima della vendita, appunto per evitare che a ridosso della stessa vengano formulate offerte di acquisto.

marzo17 pubblicato 17 marzo 2017

grazie

astalegale pubblicato 17 marzo 2017

a lei

Salvatore pubblicato 21 aprile 2017

Mi inserisco nella diuscussione per cercare di capire il funzionamento effettivo.
Supponendo che oggi si sia svolta l'asta e che vi sia stata una sola offerta ridotta del 25% del prezzo base e che sia stata accettata dal delegato,il residuo del prezzo è previsto entro 120 giorni dall'aggiudicazione.
Supponiamo ancora che il creditore sia uno solo (esempio una banca con ipoteca sull'immobile), e questi la prossima settimana venda il credito ipotecario ad una terza persona, questa terza persona può chiedere la rinuncia all'assegnazione del bene aggiudicato all'unico offerente che ha partecipato all'asta?
Nella discussione precedente avete menzionato l'art. 629 c.p.c  e più precisamente le parole aggiudicazione e assegnazione, per assegnazione si intende l'effettivo passaggio dell'immobile dopo aver versato il saldo prezzo?
Grazie

astalegale pubblicato 22 aprile 2017

L’art. 629 c.p.c., il quale dispone che “Il processo si estingue se, prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti”, quando parla di assegnazione si riferisce, pacificamente, all’assegnazione del bene quale procedimento di liquidazione alternativo alla vendita, disciplinato dagli artt. 505 e seguenti c.p.c., in forza del quale il creditore può chiedere che i beni pignorati, invece di essere venduti, gli siano assegnati a totale o parziale soddisfacimento del credito.

Fatta questa premessa osserviamo che il creditore potrà rinunciare alla procedura anche dopo l’intervenuta aggiudicazione, ma questo non impedirà il trasferimento del bene in capo all’aggiudicatario, comportando esclusivamente che il prezzo da questi versato sarà restituito al debitore esecutato.

Invero, com’è stato recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione “Nel processo esecutivo per espropriazione immobiliare, in caso di rinuncia dei creditori, procedente ed intervenuti, manifestata dopo l'aggiudicazione provvisoria, quest'ultima resta ferma nei confronti del terzo aggiudicatario, in forza dell'art. 632, secondo comma, cod. proc. civ. e dell'art. 187 bis disp. att. cod. proc. civ.” (Cass., Sez. III, 07/03/2017, n. 5604).

 

Del resto, sotto questo profilo, l’art. 632, comma secondo, c.p.c. è chiaro nell’affermare che “Se l’estinzione del processo esecutivo si verifica prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione essa rende inefficaci gli atti compiuti, se avviene dopo l’aggiudicazione o l’assegnazione la somma ricavata è consegnata al debitore”. Dello stesso tenore è l’art. 187 bis disp att c.p.c., a mente del quale “in ogni caso di estinzione o chiusura anticipata del processo esecutivo avvenuta dopo l’aggiudicazione, anche provvisoria, o l’assegnazione, restano fermi nei confronti degli aggiudicatari o assegnatari, in forza dell’articolo 632, secondo comma, del codice, gli effetti di tali atti”.

Salvatore pubblicato 23 aprile 2017

Grazie per la risposta.

astalegale pubblicato 24 aprile 2017

grazie a lei

Salvatore pubblicato 25 aprile 2017

Buongiorno, avrei un ulteriore domanda da porre al riguardo:
per un acquisto pre asta, devono essere coinvolte per forza tutte le figure interessate oppure è possibile acquistare il credito vantato dai creditori per poi sfruttare l'art.629?
Grazie e complimenti per le risposte ai quesiti che avvengono nonostante oggi sia un giorno festivo.

astalegale pubblicato 26 aprile 2017

Non riusciamo a cogliere il contenuto della domanda: l'art. 629 richiede, quale condizione, che la dichiarazione di rinuncia pervenga dal creditore procedente e dai creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo.

Salvatore pubblicato 26 aprile 2017

Quello che chiedevo è se i creditori per cedere a terzi il proprio credito, serva il consenso del debitore esecutato.
Grazie e buona giornata.

astalegale pubblicato 27 aprile 2017

No, la cessione del credito non necessita del consenso del debitore ceduto, quantomeno nelle obbligazioni che hanno ad oggetto obbligazioni pecuniarie. Tuttavia la cessione è efficace nei confronti del debitore solo a partire dal momento in cui gli è notoficata o è da questi accettata.

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