CREDITORE FONDIARIO PAGAMENTO DIRETTO EX ART 41 T.U.B.

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  • Ultimo messaggio 17 dicembre 2016
monica pubblicato 07 dicembre 2016

Il creditore procedente fondiario (banca -mutuo fondiario) non ha presentato alcuna istanza ex art 41 T.U.B alla data fissata per asta senza incanto, pertanto si chiede se l'aggiudicatario dovrà comunque pagare il saldo prezzo direttamente al creditore fondiario o se si procederà tramite esecuzione ordinaria con il progetto di  riparto. Il professionista delegato ha l'obbligo di richiedere tale istanza alla banca ed entro quale termine il creditore fondiario dovrebbe presentarla per ricevere il pagamento diretto?

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astalegale pubblicato 08 dicembre 2016

Per rispondere alla sua domanda riteniamo di dover muovere dalla lettura dell’art. 41, comma quarto, TUB, a norma del quale Con il provvedimento che dispone la vendita o l’assegnazione il Giudice dell’esecuzione prevede, indicando il termine, che l’aggiudicatario o l’assegnatario, che non intendano avvalersi della facoltà di subentrare nel contratto di finanziamento, versino direttamente alla banca la parte del prezzo corrispondente al complessivo credito della stessa. L’aggiudicatario o l’assegnatario che non provvedano al versamento nel termine stabilito sono considerati inadempienti ai sensi dell’art. 587 del codice di procedura civile”.

Come si vede, il versamento diretto del saldo prezzo in favore del creditore fondiario deve essere disposto (a nostro avviso) dal giudice dell’esecuzione con l’ordinanza di vendita. La conclusione ci sembra imposta ove si raffronti questa norma con quella di cui al precedente terzo comma, laddove invece non è previsto (a proposito del versamento diretto in favore del creditore fondiario delle rendite prodotte dal bene pignorato) l’adozione di una disposizione in tal senso da parte del giudice dell’esecuzione.

Dunque, riteniamo che se mancano disposizioni ad hoc contenute nell’ordinanza di vendita, l’aggiudicatario possa legittimamente versare il saldo prezzo alla procedura.

Quanto alle modalità di esecuzione del versamento diretto, nel silenzio della legge alcuni tribunali hanno adottato il sistema di far versare all’aggiudicatario il saldo prezzo comunque sul conto della procedura; a questo punto il professionista delegato, previa richiesta di precisazione del credito al creditore fondiario, provvede al versamento in suo favore di quanto dovuto. La soluzione, sebbene non del tutto conforme alla lettera della legge, sembra condivisibile in quanto consente un ordinato svolgimento della procedura, ed evita che una fase delicata della medesima (qual è il versamento del prezzo) si svolga fuori dal controllo del Giudice dell’esecuzione.

Una diversa soluzione suggerisce di individuare un doppio termine: uno al creditore fondiario per determinare, successivamente all’aggiudicazione, il suo credito, ed uno all’aggiudicatario – decorrente dalla comunicazione di quantificazione del credito fondiario - per il versamento della somma.

Per concludere, rispondiamo alla sua domanda osservando che:

1.     Il versamento diretto del saldo prezzo in favore del creditore fondiario non è subordinato alla presentazione di una apposita istanza, ma alla esistenza di una disposizione del giudice dell’esecuzione;

2.     Se è previsto il versamento diretto, ove queste modalità non siano state disciplinate nell’ordinanza di vendita, riteniamo che:

a.      Il professionista delegato debba chiedere alla banca la precisazione del suo credito (riteniamo che il versamento diretto operi solo in relazione alla porzione di credito assistita da ipoteca, poiché si tratta di una attribuzione provvisoria) entro un congruo termine, che egli fisserà secondo i canoni di diligenza e buona fede (per intenderci, non dovrà assegnargli 2 mesi, ma nemmeno due giorni);

 

b.     La banca, dal canto suo, in un congruo termine (similmente, non si potrà pretendere che risponda in due giorni, ma neanche in due mesi) indicherà il suo credito.

monica pubblicato 16 dicembre 2016

Grazie mille per la puntuale e precisa risposta. Tuttavia permane il dubbio nel caso in cui, ricorrendo le circostanze di cui all'art.41 TUB, oltre al creditore fondiario esistano altri creditori intervenuti (fondiari e non) ed il prezzo aggiudicato sia inferiore al credito vantato. Si chiede,in tali casi, quanto del saldo prezzo l'aggiudicatario dovrà versare direttamente al creditore fondiario procedente e se il professionista delegato dovrà calcolare già le spese della procedura in prededuzione? Inoltre come comportarsi se esistono altri creditori fondiari e non? Grazie!

 

astalegale pubblicato 17 dicembre 2016

La risposta alla sua domanda deve muovere da una premessa: il privilegio riconosciuto dall’art. 41 tub al creditore fondiario è un privilegio di natura processuale (concetto ribadito, tra le tante, da Cass. 18227/2014). Questo significa che il versamento diretto previsto da questa norma ha carattere provvisorio, nel senso che è destinato ad essere rivisto in sede di elaborazione del piano di riparto, allorquando, determinata esattamente la massa da distribuire nonché l’ammontare dei crediti e delle spese della procedura, si stabilirà (questa volta in via definitiva) se il creditore fondiario ha diritto ad un surplus o se invece deve ritrasferire alla procedura delle somme. La citata sentenza esplicita questo concetto, affermando (in motivazione) che “il versamento diretto del ricavato dalla vendita esecutiva, o di parte di esso, all'istituto bancario procedente, costituisca una assegnazione meramente provvisoria, e non esima il giudice dell'esecuzione dalla verifica sulla quantificazione finale del credito, o, in presenza di creditori intervenuti dalla predisposizione del progetto di graduazione e di distribuzione in occasione del quale effettuare le necessarie verifiche sull'ammontare e sulla collocazione del credito del creditore procedente in concorso con gli intervenuti. 

Tenuto conto che esistevano alcuni interventi, appare giuridicamente corretta pertanto l'affermazione contenuta nella sentenza impugnata (pag. 12), secondo la quale quanto direttamente ottenuto dall'aggiudicatario non è entrato in maniera stabile a far parte del suo patrimonio, dal momento che l'istituto procedente sarà comunque chiamato alla precisazione successiva del suo credito, per consentire al giudice, nel concorso con gli altri creditori, la stesura del progetto di riparto, che solo una volta dichiarato esecutivo, cristallizzerà definitivamente il quantum dovuto alla creditrice.

La premessa appena esposta costituisce il criterio sulla scorta del quale i quesiti formulati trovano risposta.

Trattandosi di privilegio processuale, e dunque di attribuzione provvisoria, è inutile attribuire (provvisoriamente) al creditore fondiario la porzione di ricavato che certamente non gli spetta, e cioè quella porzione di ricavato che copre le spese prededucibili, che dunque il professionista delegato avrà cura di calcolare.

Si ricorda, infatti, che la ratio del versamento diretto è quella di accorciare i tempi entro i quali la banca recupera il suo credito, ma non di più, per cui sarebbe eccentrica rispetto al fine del legislatore una attribuzione tout court del prezzo versato dall’aggiudicatario, poiché in questo modo gli si riconoscerebbe anche un surplus che certamente l’istituto di credito dovrà restituire.

Se questa è la logica, riteniamo inoltre che:

        - in presenza di una pluralità di creditori fondiari l’attribuzione diretta dovrà essere proporzionale al credito di ciascuno;

 

-       -  se vi sono creditori ipotecari non fondiari dall’importo oggetto di versamento diretto andrà sottratta quella somma che certamente andrà riconosciuta al creditore ipotecario non fondiario, e che il fondiario dovrebbe certamente restituire in sede di riparto finale. A questo fine, in tal caso, anche al creditore ipotecario non fondiario andrà richiesto di precisare il credito.

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