Reiterazione ricorsi in opposizione - risarcimento - cambio custode post asta

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  • Ultimo messaggio 16 febbraio 2017
eleinad pubblicato 15 febbraio 2017

Buongiorno, coomplimentandomi per la professionalità riporto di seguito le domande:

  • Una volta che è avvenuta l'asta e vi è un aggiudicatario definitivo, l'esecutato può proporre ricorso in opposizione in maniera continuativa? mi spiego meglio: 2 anni fa mi sono aggiudicato all'asta un immobile ma, pochi giorni dopo tale data, l'esecutato ha proposto ricorso all'esecuzione ex art. 615 e/o 623 - 624 comma 1 c.p.c. lamentando l'inesistenza del titolo; il giudice dopo 8 mesi circa ha rigettato il ricorso, ma immediatamente dopo l'esecutato ne ha proposto un altro "sostanzialmente uguale" (così definito dal GE nel provvedimento di fissazione dell'udienza); così è successo per 3 volte, siamo alla terza opposizione e ogni volta il GE si prende minimo 8 mesi per sciogliere la riserva; è quindi un meccanismo che permette all'esecutato di congelare le tempistiche in maniera continuativa?
  • Avendo saldato tutto nei termini previsti 2 anni fa e non avendo nemmeno il decreto di trasferimento sono legittimato a chiedere il risarcimento dei danni? Se sì come si quantificano e soprattutto a chi si possono richiedere?
  • si può chiedere che venga cambiato il custode (al posto dell'esecutato) e si proceda contestualmente alle operazioni di liberazione nonostante il giudice si debba ancora pronunicare sull'ultimo ricorso?

Mi scuso per i riferimenti alla situazione personale ma sarebbe stato difficile formulare le domande altrimenti.

astalegale pubblicato 16 febbraio 2017

L’abuso del diritto è una fattispecie che si è ormai affermata in dottrina e giurisprudenza, essendosi più volte affermato che l’uso degli strumenti processuali per finalità del tutto eccentriche rispetto gli scopi loro propri è illegittimo, e può essere anche fonte di responsabilità.

Anche il legislatore recepisce quest’ordine di idee, ed infatti all’art. 96 c.p.c. prevede che:

Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell'altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche d'ufficio, nella sentenza.

Il giudice che accerta l'inesistenza del diritto per cui è stato eseguito un provvedimento cautelare, o trascritta domanda giudiziale, o iscritta ipoteca giudiziale, oppure iniziata o compiuta l'esecuzione forzata, su istanza della parte danneggiata, condanna al risarcimento dei danni l'attore o il creditore procedente, che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei danni è fatta a norma del comma precedente.

In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell'articolo 91, il giudice, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata”.

Quanto alla custodia, è certamente possibile, ed anzi auspicabile, che ad aggiudicazione intervenuta si proceda alla liberazione dell’immobile.

 

Si esprime in questi termini l’art. 560, comma terzo, c.p.c., a norma del quale il Giudice ordina la liberazione dell’immobile pignorato, al più tardi al momento in cui procede all’aggiudicazione dello stesso.

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