ricky62

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  • Ultimo messaggio 04 gennaio 2017
ricky62 pubblicato 13 dicembre 2016

 Buonasera a voi di Astalegale.net  sono un cittadino italiano che ha gia' subito 4 aste deserte con il ribasso di un quarto del prezzo di perizia iniziale del valore del mio immobile chiedo una risposta su un quesito molto importante per me e cio' con il nuovo decreto legge 59 e convertito in legge al numero 119 del giugno 2016 il giudice dell'esecuzioni immobilari adesso con questa nuova legge e' obbligato dopo 4 aste deserte a chiudere il processo esecutivo a mio carico si o no! vorrei una risposta chiara senza ne se' e ne ma come sono sempre le leggi italiane che escono in gazzetta e poi esce l'articolo che le contraddice in sostanza ora con il nuovo decreto legge che dice che dopo 4 aste deserte il giudice deve chiudere d'ufficio l'esecuzione immobiliare e far ritornare in possesso del bene il debitore senza che il debitore non abbia piu' il debito con i creditori ma il bene ritorna a lui cioe' al debitore perche' in sostanza la legge dice che io giudice ho provato per ben 4 volte a vendere il tuo bene per pagare i creditori ma essendo ancdate sempre deserte ora il giudice deve estinguere l'esecuzione immobilare si o no! grazie infinite per una vostra eventuale risposta piu' chiara possibile.

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ricky62 pubblicato 13 dicembre 2016

Mi correggo il mio debito con i creditori rimane ad esempio con la mia banca ma non puo' piu' essere messo all'asta il mio immobile e la banca trovera' e nel suo diritto altro modo nei miei confronti per recuperare i soldi. Giusto? aspetto risposta anche su questo quesito e grazie ancora.

astalegale pubblicato 15 dicembre 2016

La risposta che dobbiamo fornirle, senza se e senza ma, è no.

Nessuna norma prevede che dopo 4 tentativi di vendita la procedura debba essere dichiarata estinta. Anzi, il nuovo art. 591 c.p.c. prevede che dopo il quarto tentativo di vendita (per intenderci, quindi, al quinto tentativo di vendita) il Giudice possa ridurre fino alla metà (invece che fino ad un quarto) il prezzo base.

 

Solo nella vendita mobiliare il nuovo testo dell’art. 532 prevede che il Giudice fissi al massimo tre tentativi di vendita da compiersi nel termine di sei mesi, dopo di che la procedura si estingue, a meno che uno dei creditori non abbia chiesto l’assegnazione dei beni pignorati.

riccardobaldanzi pubblicato 16 dicembre 2016

Buongiorno a voi di Astalegale.net sono a domandarvi una cosa per me molto importante e cioe' io ho gia' avuto diverse aste sul mio immobile e il prezzo di vendita e' sceso rispetto alla perizia iniziale del CTU nominato dal tribunale in fase di pignoramento del creditore del 67% cioe' al disotto del 50% del valore di stima anche calcolando il valore del mio immobile in base art. 568.

astalegale pubblicato 17 dicembre 2016

Nessuna delle disposizioni introdotte con il decreto legge 59/2016 prevede che quando il prezzo base si riduca al di sotto del 50% di quello di stima la procedura esecutiva debba arrestarsi.

La norma da lei citata nulla a che fare con questo aspetto, ed è stata introdotta solo per richiamare (anche se in realtà non ve ne sarebbe stato nemmeno bisogno) i criteri di stima dei beni mobili.

 

Dunque, l’immobile può essere rimesso in vendita.

riccardobaldanzi pubblicato 19 dicembre 2016

Buongiorno a voi di Astalegale.net e vi ringrazio delle vostre risposte ai miei quesiti molto chiare.

astalegale pubblicato 20 dicembre 2016

Nel valutare questa eventualità dovrà tenersi conto di una molteplicità di elementi:

-          l’importo e la natura dei crediti, sia complessivamente che singolarmente;

-          l’importo delle spese di giustizia sostenute e prevedibilmente da sostenere a norma degli artt. 2755 o 2770 c.c., specificando, in particolare, i costi medi sostenuti per i tentativi di vendita già espletati;

-          le ragioni che hanno ostacolato l’esitazione dei beni staggìti (ad es. mancata emissione dell’ordine di liberazione, necessità di regolarizzazioni edilizie e urbanistiche, necessità di interventi di manutenzione), specificando se sussistano probabilità di liquidazione del bene, tenuto anche conto di eventuali contatti intrattenuti con interessati all’acquisto;

-          il presumibile valore di realizzo del bene pignorato, qualora si dovesse optare per la prosecuzione delle attività di vendita.

riccardobaldanzi pubblicato 20 dicembre 2016

Buonasera a voi di Astalegale.net e prima di tutto voglio ringraziarvi della vostra risposta.

astalegale pubblicato 21 dicembre 2016

Le informazioni che ci ha fornito ci consentono di ritenere che a nostro avviso mancano del tutto i presupposti per applicare la norma di cui all'art. 164 bis disp. att. cpc.

riccardobaldanzi pubblicato 02 gennaio 2017

 Buonasera a voi di Astalegale.net dovrei domandarvi una cosa che mi interessa in particolar modo e cioe' se il mutuo e' condizionato cioe' un mutuo  condizionato  in base all'articolo 474 cpc. e' da ritenersi questo mutuo come non IDONEO a costituire titolo esecutivo e percio' non puo' essere messo in vendita il bene se il procedente a solo come titolo un muto condizionato e cioe' non idoneo in base all'articolo 474 cpc. Gradirei una risposta chiara e diretta da parte vostra come di consueto.

Grazie e saluti.

astalegale pubblicato 04 gennaio 2017

La sua domanda non può ricevere risposta senza una preventiva analisi ed interpretazione del contratto di mutuo, dell’atto di erogazione  e della quietanza rilasciata dal mutuatario, occorrendo verificare se il contratto, nel momento in cui viene posto a fondamento dell’esecuzione, documenti in capo al creditore il diritto certo, liquido ed esigibile, in forza, tra l’altro, dell’avvenuta verificazione della condizione in esso prevista.

 

In questi termini si esprime la giurisprudenza, secondo la quale “Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell'art. 474 c.p.c., occorre verificare, attraverso la sua interpretazione integrata con quanto previsto nell'atto di erogazione e quietanza o di quietanza a saldo ove esistente, se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo ed erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge. (Cass. 27 agosto 2015, n. 17194).

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